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Notizie Storiche
Nel 1543 due ricchi e devoti signori di Trinità, Raffaele Califano e Nardello De Polo (Pollio) comprarono dalle monache del monastero della SS. Trinità di Sorrento, un moggio di terra, pagandolo ducati 70, allo scopo di costruirvi una chiesa per loro comodità e per quella dei casali di S. Agostino, Trarivi, Petrulo e Cermenna. Acquistato il terreno, lo donarono al Capitolo della Basilica di S. Giovanni in Laterano in Roma e chiesero l’autorizzazione di costruirvi una chiesa dedicata alla SS. Trinità con la concessione di tutti i privilegi, indulgenze e grazie spirituali di cui godono tutte le chiese aggregate alla Basilica Lateranense di Roma, nonché la facoltà di eleggere “Li governatori e li rettori” cioè il Parroco e l’amministrazione.
Nel 1547 i signori Califano e De Polo, mentre la nuova Chiesa vedeva già crescere le sue mura e le sue colonne, commossi per l’entusiasmo col quale tutta la popolazione concorreva all’edificazione del tempio, cedettero a tutti i fedeli di sesso maschile il loro diritto di patronato per l’elezione del parroco e dell’amministrazione alla presenza di un notaio e con tutte le formalità di legge. La Chiesa fu in pochi anni completamente edificata e nel corso dei secoli, fu sempre più adornata d’opere d’arte per merito di devoti abitanti della parrocchia, gente che è stata sempre ed è di cuore leale e generoso,mai priva di buon senso. La Chiesa e lunga 40 metri e larga 16, ha tre ampie e luminose navate e vi si accede per due porte. La facciata della Chiesa negli anni 1955-57 è stata rivestita completamente di travertino ed abbellita di uno splendido mosaico che ritrae la SS. Trinità imitante il quadro dell’altare maggiore. A destra della facciata vi è l’antica e quadrata torre campanaria nel cui secondo ripiano è posto l’orologio che dal 1765 ha segnato e segna per gli abitanti della parrocchia le ore di lavoro, di preghiera e di riposo. Entrando dalla porta maggiore si è immediatamente alla presenza del gran dipinto su tela, la SS. Trinità opera del pittore napoletano Giuseppe Mancinelli, dipinto nel 1871. La grande e bellissima tela raffigura le Tre Persone Divine sulle nubi del cielo tra un corteggio di angeli adoranti nello sfondo; in secondo piano vi è uno scorcio della contrada Trinità con la punta di Scutolo; in basso una scritta latina in caratteri d’oro, elogia il mistero raffigurato: “Hic Triadis micat ante oculos coelestis imago aligeros inter coelituumque choros” cioè “Qui splende davanti agli occhi la celeste immagine della Trinità tra gli alati cori degli angeli”. In fondo alla navata centrale, a ridosso della facciata, sulla porta maggiore, vi è la cantoria dell’organo in legno stuccato e dorato, vero capolavoro di barocco tuttora esistente, formante nicchie e ovali adorni di statuine e di tele (S. Anastasia, S. Ponziano, il Re Davide). Poggia con una specie di terrazzo su colonne di legno e forma l’ingresso alla navata maggiore. L’ organo maggiore con 2000 canne fu costruito nel 1930. Il soffitto della Chiesa racchiude entro grandi cornici di legno dorato quattro grandi quadri.
Cominciando dal fondo essi sono in ordine successivo:
1- Abramo visitato da tre angeli. E’ opera del ‘ 700 dell’autore Nicola Parise. Rappresenta Abramo che riceve tre angeli sulla soglia della sua casa.
2- La SS. Trinità con San Giovanni Evangelista e i sei santi martiri Valeriano, Serviliano, Castolo, Ponziano, Abudio e Anastasia le cui reliquie furono traslate nella nostra Chiesa nel 1616 dalla Chiesa dei Padri Gesuiti di Massa Lubrense per interessamento del rev. Don Giacomiello Pollio. Il dipinto è riassuntivo dei patroni della Chiesa, che, dedicata alla SS. Trinità dipende ab antiquo dalla Basilica Lateranense e venera le reliquie dei suddetti S. Martiri. La tela con ricca cornice del ‘700 è opera del pittore Paolo De Matteis al quale furono pagati ducati 280, come risulta dalla platea della Parrocchia nella quale è ricordato pure il nome dello stuccatore del soffitto: Lorenzo Pizzorullo a. 1725. La tela è collocata nel centro del soffitto di stucco dorato.
3 – Il Battesimo di Gesù di autore ignoto del sec. XVIII. Il dipinto reca la sigla B.P.E.: L’ignoto autore fu forse un allievo del pittore De Matteis.
4 – La Sacra Famiglia: è opera di ignoto del sec. XVIII dipinto su tela centinata. Rappresenta in un soleggiato paesaggio La Sacra Famiglia. Il Bambino incede tra la Vergine e San Giuseppe. La sua ubicazione nel mezzo della crociera e la sagoma settecentesca della cornice dorata, fanno supporre, che il dipinto sia il rifacimento di un’altra più antica.
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